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Gli Erodoto Project sono una delle formazioni jazz più interessanti della Penisola. A due anni dal debutto con “Stories: Land, Men And Gods”, il quintetto è tornato con “Molòn Labè (Come And Get Them!)”, il cui genere di riferimento resta quel jazz mediterraneo che già aveva dato buoni risultati in passato. Registrato a Roma, “Molòn Labè (Come And Get Them!)” si apre con le trame avvolgenti della titletrack, che si schiude dopo un’intro piuttosto scarna. La disarmante dolcezza di “Gods Of Sicily” conduce verso “Blues For Tony Scott” e il suo umore malinconico. “Leonida” amplifica il respiro internazionale dell’album con richiami etnici e i suoi deliziosi cambi di ritmo, poi “Silent Mammouth” si regge su una sezione ritmica morbida e sognante sulla quale si stagliano fiati ispiratissimi. Le atmosfere restano vagamente oniriche in “Dervish Dream”, mentre ancora una volta compaiono profumi mediorientali. Dopo la seducente “Gitani Di Camargue”, gli Erodoto Project mantengono alto il livello con “Latino”, mentre la chiosa è affidata all’accoppiata “Big Father”, ariosa anche nella sua essenzialità, e “Istanbul Bossa”, dal ritmo decisamente più vivace e incalzante. “Molòn Labè (Come And Get Them!)” è un album che esprime tutto il fascino del jazz mediterraneo, figlio anche di strumenti appartenenti ad altre tradizioni come il ney e il daf, e che conferma il grande talento del quintetto. “Molòn Labè (Come And Get Them!)” è un altro ottimo lavoro in un anno molto roseo per il jazz italiano.

Piergiuseppe Lippolis - Music Map

L’ennesima tappa di un viaggio alla ricerca delle sonorità che caratterizzano il Mediterraneo

La nave di Erodoto Project torna a navigare il mare della musica con un nuovo cd propoposto all’Auditorium Parco della Musica di Roma a maggio e che sarà presentato ufficialmente il 15 settembre alla T.A.G Tevere Art Gallery.

“Molòn labè”. Cosa vuol dire e come nasce questo nuovo progetto?

«Molòn labè, letteralmente vuol dire “Vieni a prendere”, ed è la frase che Plutarco attribuisce a Leonida I re di Sparta, alla sua schiera di 300 soldati, in risposta alla richiesta di consegnare le armi avanzata dal re persiano Serse, al comando del più grande esercito mai visto, durante la battaglia delle Termopili - spiega Bob Salmieri, anima dell’ensemble - E’ una frase retorica che nel corso dei secoli è stata ripresa da più parti come simbolo di resistenza, di non resa anche davanti a una sconfitta certa. Per me vuol dire non perdere l’umanità, non lasciarsi trasportare verso quella mancanza di empatia dove invece spesso la vita ci conduce. L’abitudine alla visione della sofferenza altrui, rende molti di noi freddi,

impassibili nel migliore dei casi, nel peggiore, crudeli. E’ chiaro che mi ispiro come sempre alle vicende del Mediterraneo dei nostri giorni, prendendo come pretesto le vicende della nostra antichissima storia».

Quello dell’Erodoto Project e suo in particolare, è un viaggio che, come quello di Ulisse, tarda ad arrivare alla meta. Ogni porto è un’esperienza da incassare e raccontare inmusica. “Molòn Labè” lo possiamo intendere come un obiettivo raggiunto o come l’ennesimo porto di partenza attraverso il mare della musica?

«Nel mondo dell’arte, credo sia difficile parlare di mete raggiunte. Fortunatamente lo stimolo a proseguire la ricerca finora non mi ha mai abbandonato; bisogna a volte avere il coraggio di lasciarsi alle spalle le terre sicure e comode per andare oltre i propri limiti. Dopo venti anni di Milagro Acustico e una decina di Cd pubblicati, avevo bisogno di provare un’altra strada, di mettermi ancora una volta alla prova e l’incontro con il pianista Alessandro de Angelis è stato fortunato; tornare al jazz, per quanto contaminato dal nostro retroterra, è stato un buon punto di svolta. In due anni abbiamo prodotto due album e stiamo già progettando il prossimo lavoro».

Dalle coste della Sicilia attraverso Istanbul passando per la Camargue francese. Come avete costruito l’itinerario di questo nuovo viaggio musicale?

«Direi un itinerario condiviso; abbiamo sperimentato con Alessandro un nuovo modo di concepire i brani e le storie; abbiamo cominciato a scrivere insieme le canzoni, miscelando le nostre diverse sensibilità. La maggior parte dei brani anche del primo disco, hanno subito influenze reciproche ma in questo caso, abbiamo lavorato a quattro mani ed il risultato sono brani come Molòn labè e Blues for Tony Scott. E’ una esperienza nuova per me e la trovo molto positiva ».

L’integrazione, non solo musicale, è sempre stato un punto fermo della sua ricerca musicale. L’ultima volta che ci siamo sentiti la situazione, in Mediterraneo, non era così drammatica come oggi. La Libia, la Siria, le tensioni internazionali e, soprattutto, una politica dell’accoglienza che sta portando l’Italia (e molti Paesi dell’Europa) verso una pericolosa deriva. Cosa pensa di tutto quel che sta succedendo?

«Quello che mi spaventa di più, è la mancanza di intellettuali, capaci di generare un pensiero lucido e consapevole per comprendere quello che è successo in questi ultimi 50 anni e come pensare il futuro del pianeta, per i prossimi 50 anni. Non ci sono strategie comuni, manca addirittura il buonsenso. Ci toccherà pagare il conto dei danni che abbiamo fatto in questi ultimi due o tre secoli. Cito il grande sassofonista James Senese: “L’Occidente accende il fuoco e poi lo vuole spengere!”».

Anche questa volta, il cd esce sotto l’egida dell’etichetta Cultural Bridge. Quali altri progetti avete in cantiere?

«Cultural Bridge è una realtà discografica che ho fondato nel 2013 e che ci ha dato la possibilità di renderci autonomi e di gestire personalmente tutte le fasi del nostro lavoro creativo e produttivo. Lavoriamo solo su progetti nostri o di artisti che ci interessano veramente. A Ottobre uscirà un Cd digitale di Milagro Acustico che ripropone il live di Sicilia Araba registrato a Roma nel 2015. Per il prossimo anno pensiamo di realizzare un altro cd di Erodoto Project e poi un nuovo live di Milagro Acustico che aprirà una nuova strada, sarà una sorpresa per chi ci segue».

Leonardo Lodato - La Sicilia

 

Molòn Labè (Come and get them! (Cultural Bridge 2018)


Ogni terra ha un cuore. Ogni cuore un battito. Tutti diversi tra di loro e ognuno con delle similitudini. Il pulsare perpetuo, sotterraneo e poi superficiale, il movimento magmatico, diventa ritmo; miscelato ai suoni della natura e filtrato dalla sensibilità umana si trasforma in note e diventa musica… e il movimento diventa ballo. Bob Salmieri con il suo sassofono possiede il soffio vitale in grado di scaldare il cuore di ogni terra. Indagare a fondo per fiutare le differenze tra cuore e cuore e trovare i filoni disseccati delle similitudini; individuarne di altri, aprirne nuovi per far fluire più sangue, per tenerlo sospeso, come oggetto prezioso, per permettergli di emettere liberamente e eternamente le sue pulsazioni, i suoi ritmi. Un percorso basato sul dialogo interculturale in musica, avviato già, con la formazione degli Erodoto Project, nel precedente lavoro, “Stories: Lands, Men and Gods” e continuato con questo nuovo “Molòn Labè”. Grazie alla collaborazione di musicisti estremamente talentuosi come Alessandro de Angelis, Giampaolo Scatozza, Marco Loddo e Carlo Colombo, con la partecipazione della estatica danzatrice Chiara Salvati, e con la conoscenza approfondita di strumenti poco utilizzati nelle partiture occidentali come il ney (antico flauto ricavato da una canna), il kaval (simile a un flauto in legno) o il daf (tamburo a cornice)… lungo la lista dei brani si avverte una affiatata sintonia che crea un’atmosfera magica e riflessiva, sostenuta e coinvolgente. Spingendosi oltre le rotte del Mediterraneo, verso territori ancora più lontani, sino a solcare gli oceani dall’altra parte del mondo con lo spirito indomito di Leonida che urla “Molòn Labè” (traducibile in: Vieni a prendere, o Vieni a prenderle le nostre armi, o ancora Vieni a prenderci) a chiunque intimi loro di arrendersi, o voglia creare barriere, muri, ostacoli o divisioni… e contemporaneamente, con la stessa voglia pura di arricchirsi di Francesco e dei suoi fraticelli che accolgono la danza rotante derviscia, conosciuta lungo le coste nordafricane entrando in contatto con i mistici del posto, durante il loro pacifico vagare, per portare la parola del Vangelo in giro per il mondo. Così nascono brani dall’incanto assoluto, come Dervish Dream o Gitani Di Camargue, Latino o Istanbul Bossa, in grado di allargare la visione del Jazz ai ritmi tradizionali di tutto il pianeta tessendo nuove trame di sogni proiettati verso la condivisione; per sospendere il tempo e aprire vie nuove alle emozioni, portandole dal cratere del cuore alle lacrime degli occhi, ai brividi sulla pelle, al trasporto dei sensi.

Capitan Delirio - Magazzini Inesistenti

Erodoto Project guidata dal fiatista Bob Salmieri torna con Molòn labè (Cultural Bridge) ed è festa grande per chi ama il jazz "etnico", con aromi mediorientali e gypsy e con elementi coreutici sul palco: con un tributo al grande Tony Scott che da solo vale il CD. 

Guido Festinese - Alias il Manifesto

This is the second album by the Italian Erodoto Project, led by saxophonist / composer Bob Salmieri, which also includes pianist Alessandro De Angelis, bassist Marco Loddo, drummer Giampaolo Scatozza and percussionist Carlo Colombo. The album presents ten original compositions, seven of which were composed by Salmieri, one by De Angelis and two co-composed by them both.

The music is a lush, sensuous and beautifully melodic European Jazz with a strong Mediterranean and to some extent Latin feeling. The compositions are all excellent, with typical Italian Jazz harmonic sweetness, which is simply heartbreaking. This music is here to caress and explore the beauty of the tunes, without trying to impress or overwhelm. The masterly balance between the accessibility of this music and its elegance is achieved in full, without compromising the artistic Jazz values.

The individual performances are all excellent, with Salmieri playing subtle saxophone parts but also using the ney (Middle Eastern flute) and De Angelis playing both acoustic and electric pianos. The presence of the percussion on all the tunes is very appropriate for this music and adds to its value. The rhythm section is supportive, but not obtrusive, doing exactly what is required in this type of music.

Overall this is a kind of album that should not be overanalyzed, but simply enjoyed to the max, preferably with a glass of wine in one's hand.

Adam BaruchThe Soundtrack Of My Life


Erodoto Project nasce nella primavera del 2016. Avevo l’esigenza di cambiare linguaggio, di riavvicinarmi al jazz, di continuare a raccontare il Mediterraneo utilizzando altri strumenti. Fortunato è stato l’incontro con il pianista Alessandro de Angelis e il batterista Giampaolo Scatozza, conosciuti per puro caso. Con Alessandro abbiamo firmato tutti i brani del CD, eccetto “Amara terra mia”. Ci compensiamo moltissimo: lui ha una scrittura lirica, elaborata, intimista che si affianca alla mia che è più impulsiva, latina e selvaggia. Tutti e due componiamo i nostri brani tenendo presente i legami con le nostre radici, il Mediterraneo con la sua storia, che diviene il pretesto per raccontare il Mediterraneo di oggi. Si affiancano al trio Armanno Dodaro al contrabbasso, Gabriel Oscar Rosati alla tromba e flicorno e Carlo Colombo alle percussioni». Sono le parole con cui Bob Salmieri – già leader di Milagro Acustico, ensemble di esperienza ventennale – presenta “Stories. Lands, Men & Gods”, l’esordio dell’Erodoto Project, un album dal profilo “Eastern Mediterranean Jazz”, definizione scelta come sottotitolo di copertina dello stesso lavoro. Non sorprende che Bob, – romano di famiglia originaria di Favignana, emigrata a Tunisi, dove nacque suo padre – il quale ci ha abituati a percorrere le geografie sonore del Mediterraneo, scavando nella storia di incontri di popoli e di lingue, abbia scelto come nume tutelare Erodoto, il viaggiatore-cronista di Alicarnasso: iniziatore della riflessione antropologica su alterità, etnocentrismo e relativismo culturale. L’immagine di copertina è stata scattata in Cappadocia, Turchia, dallo stesso Salmieri, che ricorda: «Il vento che entrava nelle brocche faceva strani suoni, sembravano voci, racconti. Ho immaginato questo Mediterraneo che non dimentica, che continua a raccontare in perpetuo i suoi miti, le sue leggende e che ci aiuta a guardare con altri occhi, le storie dei nuovi eroi di questa epopea infinita del viaggiare nel Mare Nostrum che sono i migranti di oggi». Il nuovo impegno artistico riconduce il polistrumentista (sax tenore e soprano, ney, clarinetto) alla sua formazione jazzistica. Cosicché gli undici brani tratteggiano un orizzonte in cui il jazz è infuso di suggestioni ritmiche e melodiche provenienti dalle sponde sonore del “piccolo mare”. Su queste coordinate espressive procedono le composizioni, tutte originali ad eccezione del celeberrimo brano di Modugno, ”Amara terra Mia”, reso in versione strumentale, dal momento che la rinuncia alla voce, si concilia con la scelta estetica del polistrumentista di distanziarsi concettualmente dal sound dei Milagro. Spiega Salmieri: «I brani hanno un tema costruito su melodia, armonia e ritmo definiti. Le improvvisazioni, invece, sono estemporanee così come alcune piccole modifiche nella struttura o nel ritmo. Il disco è stato registrato nello studio di Clive Simpson e lo abbiamo immaginato come un vero e proprio live, con una o due take per brano». Di notevole interesse e qualità l’apporto che ciascun membro dell’ensemble offre in termini di solo e di accompagnamento. Se “Eastern Breath”, “Stories e “Mantle of the Night” sono i nostri numeri favoriti, anche gli altri brani, intrisi di solarità, e dai titoli evocativi: “Tarantel”, “Muñecas”, “Itaca”, “Donna con chitarra”, “Elea”, “Taurus” e “Navajas” evocano trame, luoghi, miti e tempi remoti e si lasciano ascoltare con grande trasporto.

Blogfoolk - Ciro de Rosa

Questo nuovo progetto di Bob Salmieri, etichettato come "eastern mediterranean jazz", si rivela opera di gran classe.
Ricordiamo Salmieri impegnato anche nell'ottimo progetto world music "Milagro Acustico", per la stessa etichetta. In questo caso le atmosfere che si respirano sono chiaramente molto jazzate, ma tra le divagazioni che offre questo album di undici brani della durata di quasi un'ora, vogliamo ricordare la gustosa interpretazione di "Amara terra mia" di Modugno. Nell'ensemble troviamo dunque Bob Salmieri neu, sax soprano e tenore; Alessandro de Angelis pianoforte, piano Rhodes; Giampaolo Scatozza batteria; Ermanno Dodaro, Contrabbasso; Carlo Colombo, percussioni e special guest Gabriel Oscar rosati tromba e flicorno.Abitualmente non parliamo molto di musica jazz su queste pagine, ma in questo caso rendiamo onore ad un prodotto che sarà apprezzato sicuramente anche dal nostro pubblico. Sul sito internet www.erodotoproject.com troverete tutte le informazioni su questo ambizioso progetto multiculturale.

Lineatrad

Erodoto può essere considerato il primo "giornalista" della storia, a causa della sua curiosità nel cercare di capire il mondo civile e il mondo di cui ben poco si sapeva, considerato "barbaro". Questa curiosità lo spinse a viaggiare ed a vedere con i propri occhi quello che stava succedendo nel mondo. Le sue storie e le sue cronache di guerra sono state tramandate attraverso i secoli, fino a noi. “Abbiamo voluto che fosse una fonte di ispirazione per le storie che volevamo raccontare, i viaggi, gli incontri, il rispetto per la musica”, dice Roberto “Bob” Salmieri, musicista, compositore e polistrumentista italiano, fondatore del progetto, insieme con Alessandro De Angelis. A loro si uniscono altri validi musicisti che compongono l’ensemble, più qualche special guest invitata espressamente per questo progetto. Il loro è un “jazz mediterraneo”, tra il Medio Oriente e la Sicilia, nel quale l’uso di strumenti come il Ney e le Congas – insoliti nel jazz – crea un sound originale ma facilmente riconoscibile, che riporta alla mente già al primo ascolto le atmosfere e i profumi dei paesi che si affacciano sul Mediterraneo. Le composizioni sono tutte originali ad eccezione di “Amara terra mia”, antico canto della tradizione italiana della Basilicata, che parla di emigrazione italiana del dopoguerra, portata al successo da Domenico Modugno. Ma in quasi tutti i brani è forte il tema della terra d’origine e dell’emigrazione. D’altra parte gli stessi nonni di Salmieri emigrarono in Tunisia, ovvio, quindi, che questa "multiculturalità" si ripercuota sulla musica e sul sound della band. L’album - non di facilissimo ascolto, ma che non mancherà di appassionare gli amanti del jazz e della world music – verrà presentato dal vivo all’Auditorium Parco della Musica di Roma il 19 Aprile.

Music Map Francesco Arcudi


Erodoto Project è la nuova creatura scaturita dalla vulcanica inventiva musicale di Bob Salmieri. L'asticella, nel caso di questo esordio intitolato Stories: Lands, Men & Gods, si sposta notevolmente verso le sonorità jazz. rispetto al parallelo progetto Milagro Acustico, ma si tratta pur sempre di musica che accoglie naturalmente influenze etniche e in particolare colori e melodie tipiche del bacino Mediterraneo. Le bellissime composizioni strumentali racchiuse nell'affascinante lavoro, sono quasi tutte originali (opera del leader e dell'ottimo pianista Alessandro de Angelis), escludendo una personale rielaborazione del classico popolare Amara terra mia, portato al successo da Domenico Modugno. Quello che colpisce poi, è l'ottima tecnica e l'inventiva dei vari musicisti coinvolti, a partire dai due già citati e proseguendo con il reparto ritmico formato da Giampaolo Scatozza e Carlo Colombo,senza dimenticare le ottime prove del contrabbassista Ermanno Dodaro e dall'estroso trombettista Gabriel Oscar Rosati. Insomma, un lavoro che apre nuovi orizzonti nel creativo percorso di Salmieri (ma non solo) e che vuole essere una testimonianza musicale di storie, viaggi ed incontri alla maniera di Erodoto, forse il primo "cronista" della storia, un vero e proprio reporter del Mondo antico in grado di tramandarci testimonianze del mondo greco e di quello dei popoli considerati un tempo "barbari"
Raropiù - Tonino Merolli

This is an album by Italian Jazz quartet Erodoto Project, led by saxophonist Bob Salmieri, with pianist Alessandro De Angelis, bassist Ermanno Dodaro  and drummer Giampaolo Scatozza. Trumpeter Gabriel Oscar Rosati and percussionist Carlo Colombo appear as guests. The album presents eleven tracks, six of which are originals by Salmieri and four by De Angelis, and one is a Pop song by the legendary crooner Domenico Modugno.

The music is melodic mainstream European Jazz, which incorporates subtle World Music influences, mostly Middle Eastern and Latin. All the melodies are beautifully and carefully woven, which is quite typical of Italian Jazz, known for its strong ties with melody and harmony. There is a wide stylistic diversity within the compositions, which of course generates new interest with each of the tracks. The overall level of the compositions is truly impressive.

The performances do not fall behind the compositions and all four members of the quartet and the quests are highly skilled and more importantly highly sensitive players, who are able to make the most out of the compositions and present an excellent ensemble effort, as well as play impressive solos. Salmieri, who plays tenor and soprano saxophones, ney (Middle Eastern end-blown wooden flute) and clarinet, proves to be a multitalented player and his solos are all top notch; De Angelis is wonderfully harmonious and elegant, and the rhythm section drives the music firmly and skillfully.

Overall this is a very pleasant and rewarding musical experience, which proves that sophisticated and well done mainstream Jazz is still relevant, especially when created by European musicians. The album also offers splendid sound quality and altogether should satisfy most Jazz connoisseurs the world over. Well done!

Adam Baruch - The Soundtrack Of My Life


Stories: Lands, Men & Gods (Cultural Bridge 2017)


Leggete la storia di Bob Salmieri. Romano, classe 1958. La sua famiglia è originaria delle Egadi e, agli inizi del '900, si trasferisce da Favignana, l'Isola-Farfalla, a Tunisi, dove nasce suo padre.

Il sangue di Bob è intriso di storie, le stesse che ama raccogliere e raccontare con l'ensemble musicale Milagro Acustico. E' la storia del Mediterraneo e dei suoi popoli, così lontani eppur così vicini. Oggi più che mai.

Il cammino ventennale dei Milagro Acustico non è finito. E' solo in un momento di “pausa di rifessione”. Riflessione nata dall'idea di Bob Salmieri di mettere su l'Erodoto Project – Eastern Mediterrnean Jazz.

“Dopo vent'anni con Milagro – spiega Salmieri - è difficile mantenere una determinata lucidità ed unità di intenti. Avevo bisogno di un'altra formazione dove non ci fosse la voce e, quindi, un collegamento troppo concettuale con le precedenti esperienze anche se non ho mai avuto intenzione né di abbandonare i Milagro, né di interrompere il discorso legato alla nostra ricerca sui suoni del Mediterraneo. Mi sono ricordato le mie origini musicali. Vengo dal jazz e l'Erodoto Project è un gruppo che fa un po' da sponda per l'altro ma anche per tirare fuori idee nuove”.

Il debutto ufficiale All'Auditorium Parco della Musica di Roma, pochi giorni fa, per presentare il cd intitolato “Stories - Lands, Men & Gods”, prima pubblicazione dedicata al jazz nostrano dall'etichetta indipendente Cultural Bridge.

“E' stato un bellissimo concerto – racconta ancora Bob Salmieri - E' andata benissimo, e mi ha colpito vedere tanta gente partecipare con calore anche se si tratta di un progetto nuovo e diverso da Milagro”.

Di certo, ascoltando questo cd, non possiamo non parlare di un “progetto parallelo” a Milagro Acustico, dove il filo comune parte proprio dal titolo, da quelle storie di terre, uomini e dei.

“Mi piace sottolineare, nella mia musica, come, parlando di quel che accadeva nel Mediterraneo mille o duemila anni fa, in fondo parliamo esattamente di quello che succede oggi”.

Nel disco suonano, con Bob Salmieri (sassofoni, ney e clarinetto), Alessadro de Angelis (piano), Ermanno Dodaro (basso), Giampaolo Scatozza (batteria), oltre ad alcuni ospiti (Gabriel Oscar Rosati e Carlo Colombo, rispettivamente a tromba e percussioni.

Nume tutelare del cd è Domenico Modugno. La splendida interpretazione che l'Erodoto Project offre della sua “Amara Terra Mia”, fa pensare al Modugno “simbolo” della globalizzazione mediterranea. Lui, pugliese che, ad inizio carriera, si spaccia per siciliano. Lui che decide di trascorrere le ultime ore della sua vita affacciato sul Mediterraneo da quel balcone d'eccezione chiamato Lampedusa.

“E' la prima volta – confessa Bob Salmieri - che suono un brano non originale. E' stata una scelta naturale. 'Amara terra mia' l'ho avuta sempre in testa fin da bambino. Ogni volta che la ascoltavo mi faceva venire i brividi”.

Gli altri brani del cd sono originali, firmati da Salmieri e de Angelis.

“Quello con Alessandro de Angelis è stato un incontro fortunato. Nella stessa sera ho conosciuto sia lui che il batterista, ed è nata l'idea di questo gruppo”.

Perché Erodoto Project?

“Di Erodoto mi piaceva l'idea di riprendere il modo in cui raccontava quello che vedeva. Soprattutto di trasmettere agli altri le conoscenze sulle cause di ciò che raccontava. E' quello che piace fare anche a me. Per capire il Mediterraneo bisogna capire quello che c'è dietro. Viaggiare, conoscere popoli, descrivere altre storie. Tutto questo mi ha sempre affascinato”.

Leonardo Lodato - La Sicilia

Si inserisce alla perfezione nel solco della grande tradizione del Jazz italiano questo ultimo lavoro denominato “Stories: Lands, Men & Gods” e prodotto dagli Erodoto Project, un fresco ensemble di musicisti di varia estrazione (sempre nell’ambito del Jazz attuale), che si riunisce intorno al nume tutelare di Erodoto, il primo cronista della storia, per raccontare in musica le avventure e le disavventure dei migranti dei nostri mari… di questo periodo storico, come quelli di ogni epoca, anche lontana. Come sottotitolo al progetto, infatti, scelgono “Eastern Mediterranean Jazz”, proprio per sottolineare la loro appartenenza mediterranea in senso lato. L’impianto dei brani è tipicamente Jazz, con un piacevolissimo equilibrio tra melodie, armonie, ritmi e gli assolo dei vari musicisti che a turno esaltano il proprio talento. A questa già validissima struttura vengono aggiunti elementi di assoluta originalità, come l’inserimento di strumenti provenienti dalla Turchia o dal Medio OrienteDafKlarinet, che imprimono ai brani andamenti esotici; che poi i mari, in qualche modo, sono tutti uniti tra di loro, un unico grande mare, per cui le influenze non si fermano al Mediterraneo ma arrivano anche da tutti gli altri sud del mondo. Questo è possibile grazie al fortunato incontro tra Bob Salmieri e Alessandro De Angelis, autori di tutti i brani, ad esclusione di Amara Terra Mia, che, invece, è di Domenico Modugno, proposta nel disco in chiave strumentale. Bob Salmieri, qui apprezzabile al sax tenore e al soprano, ha già una grande esperienza nell’ambito della World Music, essendo il Laeder dello storico gruppo dei Milagro Acustico, con collaborazioni che si estendono a livello internazionale, impartisce il giusto groove al sound del disco. Alessandro De Angelis abile tessitore delle trame melodiche al Grand piano e al Rhodes piano, possiede la sensibilità necessaria per interagire in massima sintonia. Ai due si aggiunge la virtuosa frenesia di Giampaolo Scatozza, eclettico batterista che sa spaziare tra i generi e la felpata fantasia alle corde del contrabbasso di Ermanno Dodaro, in grado di dialogare con gli altri strumenti ad altissimi livelli. Ogni brano ha un suo racconto da donarci, una terra da farci scoprire, in cui uomini e dei spesso collaborano, altre volte si scontrano, per scrivere ognuno la loro storia e la loro leggenda. Ci sono dei momenti dell’album in cui la sintonia tra i musicisti tocca vertici da capogiro e provoca brividi a fior di pelle, come in Eastern Breath o Stories, come in Donna Con Chitarra o Mantle Of The Night ma, la lista delle tracce merita di essere ascoltata con attenzione nella sequenza proposta nell’incisione, per farsi trascinare in questa favolosa narrazione sonora dalle mille e una notte e dalle mille e una nota.

Capitan Delirio - Magazzini Inesistenti


Erodoto Project "Stories" 
Cultural Bridges, 2017

Bob Salmieris musikalische Spuren kann man über eine Linie von Tunesien über Sizilien bis nach Rom verfolgen. Die tunesischen Vorfahren des Künstlers spielen dabei ebenso eine Rolle, wie sein feines Gespür für mediterrane Atmosphäre. Neben dem eigenwilligen Project Milagro Acoustico, bei dem er sich in die Geschichte Siziliens hineinversetzte, ist das Erodoto Project ein weiterer musikalischer Meilenstein des 1968 in Rom geborenen Multiinstrumentalisten und Schriftstellers. Als Grundlinie des Albums “Stories - Lands, Men and Gods” ist der mediterraner Jazz zu nennen. Die Geschichten, die er in ausgefeilten Arrangements erzählt, handeln von den Menschen am Mittelmeer, von dem Bild des Meeres, das bis heute maßgeblich von den Sagen der Griechen gezeichnet wird, aber auch von der Jahrtausende alten Geschichte von Flucht und Neuanfang. Bob Salmieri bleibt bei dieser CD seinem Lieblingsinstrument, dem Saxophon treu. Neben Alessandro de Angelis, der meisterhaft die Tasteninstrumente bedient, gehören Giampaolo Scatozza an den Drums und Ermanno Dodaro am Bass zum Project. Hervorzuheben ist auch der Trompeter Gabriel Oscar Rosati, der ebenso als Gast mitwirkt wie Carlo Colombo als Perkussionist. Der Eastern Mediterran Jazz des Erodoto Projects bringt die Stimmung des östlichen Mittelmeers ambitioniert mit dem europäischen Jazz zusammen. 
© Karsten Rube - Folkworld n. 64